dubbio frequenti maternità e lavoro

Il tema della maternità nel mondo del lavoro è molto rilevante. Dubbi frequenti sulla maternità e lavoro possono essere risolti conoscendo i diritti e le tutele delle lavoratrici madri, sia da parte delle stesse che dei datori di lavoro.

Vediamo quindi quali sono i punti essenziali in merito al congedo di maternità e al congedo parentale 😉

Il congedo di maternità e modalità di fruizione

Il congedo di maternità è regolato nel nostro ordinamento dal  decreto legislativo n.151/2001, definito anche “Testo Unico maternità/paternità”. E’ il periodo di astensione obbligatoria  riconosciuto alle lavoratrici durante il periodo di gravidanza.

La durata è di 5 mesi durante i quali viene percepita l’indennità di maternità in sostituzione allo stipendio. La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto una nuova modalità di fruizione del congedo maternità e sono quindi 3 le possibilità per le lavoratrici in gravidanza:

  • Maternità ordinaria: dai 2 mesi precedenti alla data presunta del parto fino ai 3 mesi successivi
  • Maternità flessibile: da 1 mese prima della data presunta del parto fino ai 4 mesi successivi
  • Nuova maternità flessibile: interamente per i 5 mesi successivi alla data presunta del parto

 

Come si presenta la domanda per il congedo di maternità obbligatoria all’INPS

La domanda di maternità si presenta in maniera telematica scegliendo uno dei seguenti metodi:

  • Online: tramite il portale INPS utilizzando l’apposito PIN
  • Tramite il Contact Center: chiamando il numero 803164 da rete fissa o 06164164 da cellulare
  • Tramite i patronati: utilizzando uno dei loro servizi di trasmissione della richiesta

I tempi indicati dall’Inps per la presentazione della domanda sono i seguenti:

  • prima dell’inizio del congedo di maternità e
  • non oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile, pena la prescrizione del diritto all’indennità.

 

Retribuzione durante la maternità

Tra i dubbi frequenti sulla maternità e lavoro vi è senz’altro quello relativo alla retribuzione: quanto spetta esattamente a una lavoratrice dipendente durante l’astensione obbligatoria?

La lavoratrice ha diritto a percepire un’indennità pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera. Questa percentuale va calcolata sull’importo dell’ultimo periodo di paga antecedente l’inizio del congedo di maternità, quindi solitamente l’ultimo mese.

L’indennità di maternità  viene anticipata in busta paga dal datore di lavoro, importo che viene poi recuperato in fase di dichiarazione contributiva all’ INPS.

 

Congedo parentale (o maternità facoltativa)

Oltre al congedo di maternità obbligatorio, le lavoratrici possono richiedere un ulteriore periodo di astensione, definito congedo di maternità facoltativa o congedo parentale. Viene concesso ai genitori per prendersi cura del bambino e stargli accanto nei suoi primi anni di vita.

Secondo quanto previsto dal Testo Unico (decreto legislativo n.151/2001), il congedo di maternità facoltativa spetta:

  • alla madre lavoratrice dipendente, per un periodo continuativo o frazionato di massimo 6 mesi
  • al padre lavoratore dipendente, per un periodo continuativo o frazionato di massimo 6 mesi, che possono diventare 7 in caso di astensione dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi
  • nel caso padre lavoratore dipendente, anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre (a partire dal giorno successivo al parto) e anche se la stessa non lavora
  • al genitore solo (padre o madre) per un periodo continuativo o frazionato di massimo 10 mesi.

Retribuzione durante il congedo parentale

In base alle varie situazioni (e considerando anche il fatto che il congedo parentale riguarda anche i padri) l’importo dell’indennità spettante può variare.

Come spiegato dal sito INPS ai lavoratori dipendenti spetta:

  • un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, calcolata in base alla retribuzione del mese precedente l’inizio del periodo di congedo, entro i primi sei anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) e per un periodo massimo complessivo (madre e/o padre) di sei mesi;
  • un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, dai sei anni e un giorno agli otto anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento), solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione ed entrambi i genitori non ne abbiano fruito nei primi sei anni o per la parte non fruita anche eccedente il periodo massimo complessivo di sei mesi;
  • nessuna indennità dagli otto anni e un giorno ai 12 anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento).

 E’ possibile approfondire il tema della maternità attraverso il portale INPS che fornisce tutte le modalità operative per richiedere i congedi di maternità e paternità.

A presto! 😊

 

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