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Vaccini Covid in azienda: come funziona dal 6 giugno?

Vaccini Covid in azienda: come funziona dal 6 giugno?

A giugno 2021 partono le vaccinazioni nelle aziende, dopo l’accordo firmato da governo e parti sociali sulle linee guida per la campagna di somministrazione dei vaccini nei luoghi di lavoro.

Le vaccinazioni  avvengono in base a una lista con le attività che avranno la priorità, tenuto conto del livello di rischio a cui sono esposti i lavoratori così come stabilito dall’ INAIL.

VACCINI IN AZIENDA: LINEE GUIDA

L’obiettivo è coinvolgere i lavoratori, anche quelli dell’indotto e delle piccole e medie imprese. Secondo le indicazioni per il vaccino in azienda le imprese più piccole possono aggregarsi alle più grandi o anche appoggiarsi alla rete INAIL.

Si può procedere alla vaccinazione in azienda indipendentemente dall’età dei lavoratori a patto che si garantisca efficacia, efficienza e sicurezza, quindi requisiti imprescindibili sono anche la presenza di personale sanitario adeguatamente formato.

VACCINAZIONE IN AZIENDA COME SI SVOLGERA’

Il nuovo sistema di vaccinazione in azienda non sarà alternativo per i lavoratori, ma un canale parallelo in modo da rendere capillare la campagna vaccinale.

Il vaccino Covid sul posto di lavoro va a intercettare le categorie maggiormente esposte al rischio. In merito il nuovo documento INAIL stabilisce quindi che non vi sia il requisito dell’età come priorità.

Alle linee guida approvate aderiscono tutte le imprese senza limite di dimensioni. Le piccole e medie imprese possono chiedere, per rispettare gli standard di sicurezza, convenzioni con strutture sanitarie private.

Le grandi imprese, che hanno maggiore possibilità di rispettare le linee guida definite per la somministrazione del vaccino Covid in azienda, possono dotarsi di centri mobili vaccinali.

Le piccole e medie imprese possono anche sfruttare la rete territoriale dell’INAIL.

vaccino covid aziendale

VACCINO COVID IN AZIENDA: CHI PUO’ FARLO

Il  vaccino in azienda lo faranno sicuramente i lavoratori dipendenti, per tutte le tipologie e quindi senza distinzioni in base al contratto.

In particolare l’ INAIL ha suddiviso le attività in tre classi  che tengono conto di coloro che sono maggiormente a rischio. In particolare i parametri di cui si tiene conto sono tre:

  • esposizione;
  • prossimità;
  • aggregazione.

Nella prima classe rientrano: industrie alimentari; pelli e similari; stampa e produzione di supporti registrati; reti fognarie; trasporto terrestre e trasporto mediante condotte; trasporto aereo e marittimo; servizi postali; servizi di vigilanza e investigativi; attività cinematografica; attività artistiche, sportive e di intrattenimento; lotterie, scommesse e sale da gioco.

Nella seconda classe rientrano: coltivazioni agricole; pesca; estrazione petrolio; industria delle bevande; industria tessile; costruzione degli edifici; raccolta, trattamento e fornitura di acqua; commercio all’ingrosso; attività editoriale; Tlc, attività di servizi finanziari escluse le assicurazioni; altre attività professionali; attività di noleggio e leasing; biblioteche, archivi e musei; attività associative.

Nella terza classe infine rientrano: silvicoltura; estrazione minerali e produzione metalli; industria del tabacco; confezione di articoli di abbigliamento; industria del legno; fabbricazione della carta; fabbricazione in gomma e articoli in plastica; fabbricazione autoveicoli e rimorchi; apparecchiature elettriche; fabbricazione mobili; forniture elettriche; gas e vapore; assicurazioni e fondi pensione; ricerca scientifica e sviluppo; riparazione computer.

Le adesioni dei lavoratori per ottenere il vaccino contro il Covid in azienda sono su base volontaria quindi non c’è alcun obbligo. I costi per la gestione della somministrazione dei vaccini Covid in azienda sono a carico del datore di lavoro, ma la fornitura dei vaccini, la somministrazione e quindi i dispositivi necessari, sono a carico dei servizi sanitari regionali specifici.

Il tempo necessario per la somministrazione del vaccino Covid in azienda viene equiparato all’orario di lavoro, qualora dovesse avvenire durante il turno. Ovviamente se nei giorni successivi il lavoratore dovesse assentarsi le assenze vengono considerate come malattia.

REQUISITI AZIENDA

L’azienda per poter aderire all’iniziativa deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

– popolazione lavorativa sufficientemente numerosa (le aziende più piccole possono organizzarsi in forma aggregata);

– sede nel territorio dell’Azienda Sanitaria che fornisce i vaccini;

– struttura organizzativa e risorse strumentali e di personale adeguate al volume di attività previsto, in grado di garantire il regolare svolgimento dell’attività ed evitare gli assembramenti;

– dotazione informatica idonea a garantire la corretta e tempestiva registrazione delle vaccinazioni;

– ambienti idonei per l’attività, commisurati al volume di vaccinazioni da eseguire, sia per le fasi preparatorie (accettazione), sia per la vera e propria seduta vaccinale (ambulatorio/infermeria), sia per le fasi successive (osservazione post-vaccinazione).

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