DONNA CON MAZZO DI SOLDI IN MANO. ANTICIPO TFR

Anticipo TFR: sai quando è possibile concederlo al dipendente?

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è una retribuzione differita che spetta solitamente alla cessazione del rapporto di lavoro.

Può succedere però che i dipendenti chiedano un anticipo sul proprio trattamento.
Ecco alcuni suggerimenti per i datori di lavoro 😉

Requisiti previsti dalla legge 

Il comma 6 dell’art. 2120 del Codice civile disciplina i requisiti per cui il datore di lavoro è tenuto a erogare l’anticipazione del TFR al lavoratore che ne faccia apposita richiesta.

I presupposti sono due:

  • l’anzianità di servizio deve essere di almeno 8 anni alla data della richiesta;
  • la motivazione, che può essere dettata:
    dal sostenimento di spese sanitarie legate a terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
    dall’ acquisto della prima casa, per sé o per i propri figli, il tutto opportunamente documentato con atto notarile.

 

Limiti da rispettare per il datore di lavoro

In merito al quesito sull’ anticipo TFR e quando concederlo, in base all’art. 2120 del Codice Civile il datore di lavoro non può soddisfare richieste che risultino superiori annualmente al 10 per cento degli aventi titolo e in ogni caso in misura non superiore al 4 per cento del numero totale dei dipendenti.

Qualora tutti i requisiti sopra esposti siano assolti, l’azienda è tassativamente tenuta a erogare al lavoratore l’anticipazione TFR richiesta, la quale dovrà avvenire in misura non superiore al 70% sul trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta.

La stessa anticipazione TFR potrà tuttavia essere ottenuta una sola volta nel corso di tutto il rapporto di lavoro; sarà a tutti gli effetti detratta dall’importo complessivo del TFR maturato fino a tale data.

 

Regole contenute nei CCNL e nei patti individuali

Quanto finora detto rappresenta però solo una fattispecie normativa. Infatti l’art. 2120  all’ultimo comma precisa come i contratti collettivi e gli accordi individuali tra azienda e lavoratore possano legittimamente prevedere condizioni di miglior favore a beneficio del lavoratore.

I contratti collettivi in particolare possono  stabilire anche dei criteri di priorità ai fini dell’accoglimento delle richieste di anticipazione del TFR.

E’ quindi importante consultare il CCNL applicato all’azienda e verificare quali casistiche prevede per l’anticipo del TFR.

Nel caso di patti individuali (ossia stipulati tra l’azienda e il singolo lavoratore) è consigliabile che il datore, affiancato dal proprio Consulente del lavoro, prima di decidere se accordare l’anticipo, faccia una valutazione complessiva del monte TFR di tutti i lavoratori in forza.

Questo al fine di evitare eventuali future recriminazioni da parte di dipendenti che non hanno avuto accesso all’anticipo e che vogliano poi accedervi in momenti “non funzionali” per l’azienda.

 

Formalità per richiedere l’anticipo del TFR

Il lavoratore, nel chiedere l’anticipo del TFR al proprio datore, dovrà formulare una richiesta scritta cui deve indicare i propri dati anagrafici e recapiti, i dati e i recapiti dell’azienda datrice, la durata del rapporto di lavoro, le ragioni per le quali chiede l’anticipazione con la relativa documentazione di supporto e con la precisazione di non avere mai beneficiato di tale trattamento.

Per maggiori informazioni contattami QUI

 

 

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